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Facebook annuncia la sua piattaforma di contenuti video.

Posted by: | Posted on: August 14, 2017

 

Ennesimo lancio del social statunitense by  Zuckerberg, Facebook annuncia così “Watch” nuova opportunità di “social commercial video”. L’obiettivo è quello di non far muovere gli utenti dal contesto social Facebook,ed ecco quindi l’opportunità di creare e fruire di prodotti video, disponibile on line su multi device. Le possibilità sono enormi tutte collegate e concepite secondo pratiche social, condivisione, community etc.Le esperienze fruitive dimostrano quanto le reazioni degli utenti social di fronte a video multi genere caratterizzino la loro diffusione, includendo così fan di genere, ammiratori e pratiche virali sempre all’interno del social network per antonomasia. Le tecniche di engagement e di diffusioni trovano con  modalità consolidate e determinate dagli utenti stessi. Eventi auto prodotti serial e live sportivi sono compresi nel menu del nuovo video network. Inizialmente  Watch sarà a numero chiuso e in modalità sperimentale, fruendo anche di partenariato con altri network specializzati, (Time Inc., NBA,Baseball,National Geographic etc.). L’approccio di Facebook appare diverso da competitors come ad esempio Netflix, che ha comprato intere serie per poi rivenderle, Watch mira in particolare al consolidamento delle community della condivisione e della consuetudine di fruire insieme, gli attori  della produzione e della fruizione faranno parte dello stesso film, questo secondo gli intenti di Facebook sarà uno dei pilastri dell’iniziativa. Sarà inglobata inoltre la possibilità di produrre contenuti in modalità guidata, con la possibilità di guadagnare attraverso Ad Breaks (pause pubblicitarie a numero di visioni, in fase di test solo negli States.

Vedremo allora gli effetti di questa ennesima iniziativa di uno dei giganti social e non solo,che lancia il guanto di sfida a “mostri digitali” come YouTube.

Francesco Musumeci

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Libertà di visione in Europa per gli abbonati pay tv

Posted by: | Posted on: February 17, 2017

Libertà di visione in Europa per gli utenti “pay”.

L’Unione Europea si prepara alla piena “libertà di visione” per i servizi di rete e streaming pay per tutti gli abbonati che si trovano negli stati della Comunità Europea. Le barriere per i contenuti digitali audio video verranno abbattute dal 2018,  i fruitori e abbonati pay e servizi video  streaming (es. SkyGo, Mediaset Premium Play, Netflix etc),potranno liberamente vedere e sentire i programmi viaggiando all’estero all’interno di una nazione UE.Una rivoluzione copernicana che in forma duale viene incontro sia al fornitore di servizio sia al fruitore. Quando si è all’estero  non è possibile a tutt’oggi vedere la pay tv su smartphone computer o Pad, il tutto dovuto a ragioni di diritti di visione relativi alla nazione di riferimento contrattuale, ma a breve  i contenuti in abbonamento saranno disponibili in tutta la Comuntà Europea. Andrus Ansip, Vice-Presidente per il Single Digital Market sottolinea il traguardo raggiunto: “Tutti i possessori di tv e contenuti a pagamento per vedere le proprie serie preferite, i film, gli eventi sportivi e ascoltare la musica nella loro Nazione di residenza potranno avere le stesse opportunità anche quando viaggiano nei paesi UE. Abbiamo abbattuto una barriera importante che ci avvicina ad un mercato unico digitale. Spero ora che il Parlamento Europeo e gli Stati Membri rendano la cosa effettivamente possibile”. Il tutto ora è nelle mani del Consiglio e del Parlamento Europeo che dovranno formalizzare l’accordo raggiunto ed a quel punto per gli operatori e fornitori di servizio non rimarrà che applicare il regolamento in tutti gli stati membri, in un lasso di tempo di 9 mesi per predisporre le piattaforme di streaming audio video alla nuova norma.L’utente abbonato non dovrà più quindi avvalersi di escamotage tecnici per aggirare i blocchi geografici (controllo dei DNS)  che obiettivamente sono una limitazione ingiusta per chi sottoscrive un contratto e pagando regolarmente tra l’altro in  un contesto come l’attuale che vede ampiamente consolidate le dinamiche any/everywhere. La norma sarà obbligatoria per ogni servizio di streaming a pagamento, sarà cura degli operatori verificare il Paese effettivo di residenza dell’abbonato ed abilitarlo alla visione e fruizione dei contenuti di riferimento. Per i I servizi “free”, come Rai Play,Mediaset Premium etc. ogni azienda sarà libera di attuare le proprie strategie abilitanti rispettando le norme ovviamente, una scelta/opportunità potenzialmente utile per la crescita di ascolti e conseguentemente di nuove opportunità di introito per le tv commerciali sempre in competizione per incrementare gli ascolti.

Francesco Musumeci

Fonti:

http://ec.europa.eu/commission/2014-2019/ansip_en

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM:2015:0627:FIN

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YouTube aumenta i guadagni delle major della musica

Posted by: | Posted on: December 12, 2016

youtube

 

YouTube la multi piattaforma di contenuti digitali annuncia attraverso il suo blog ufficiale di aver fatto guadagnare alle major discografiche oltre un miliardo di dollari, dopo anni di recessione,  il mondo discografico e della musica (termine forse ormai obsoleto) attraverso i canali  come YouTube trova altre forme di utile cedendo a YouTube le entrate pubblicitarie incollate ad i video musicali di riferimento. Robert Kyncl main manager di YouTube (https://youtube.googleblog.com/2016/12/a-billion-reasons-to-celebrate-music-on.html), dal blog aziendale conferma come gli advs spot sono una realtà importante per le entrate del social, “E’ chiaro che la creatività dell’industria della musica ha aggiunto due nuove modalità di crescita come abbonamenti e pubblicità, e noi di YouTube siamo onorati di farne parte” asserisce R.Kyncl. Le sinergie che si sono determinate fra produttori e contenitori social dopo un periodo conflittuale sembrano dare riscontri positivi, anche se c’è da considerare la “Battaglia” in atto con competitors simili come Spotify ed Apple.
Chiaramente YouTube ha una complessità tale che gli consente di servirsi di multi fonti per i propri guadagni, YouTube ha oltre un miliardo* di utenti a livello planetario coinvolti nel processo creativo e fruitivo any/everywhere bidirezionale e interattivo strettamente connesso a logiche di brand, una formula che ha aperto la scatola dei ricordi audio video, una miniera emotiva e di riferimento determinata da world users che contribuiscono alla sua crescita a 360 gradi, i video ormai comprendono tutto l’arco esperenziale di una società connessa che proprio per la sua “unicità complessa” si serve di strumenti digitali come YouTube per ogni esigenza tecnica sociale, estetica psicologica etc. in concreto un contenitore “magico” di riferimento.

*https://www.youtube.com/yt/press/it/statistics e1phuyj.html

FM

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WhatsApp:”The video is now!”

Posted by: | Posted on: November 17, 2016

Risultati immagini per whatsapp

“Video kill the phone star”

WhatsApp dopo il traguardo del miliardesimo utente aggiunge la funzione di video chiamata, completando così un percorso competitivo socialmente determinato.  Dopo la sua acquisizione da parte di Facebook  ed aver introdotto introdotto la crittografia per le comunicazioni l’app si propone come leader multi device e multi S.O. nel mondo dell’interazione globale connessa. Il servizio di videochat  in pratica aumenta il processo di fidelizzazione, affiancandosi ancor più’ alle già consolidate pratiche di messaggistica dopo aver incluso nuove opportunità di grafica (foto,emoticons,paint etc.).Operativa da lunedì 14 novembre 2016  l’app dell’azienda di Mountain View, CA (US), entra in competizione “attiva” con competitors già consolidati come Skype che risente della non interoperabilità tra telefonia mobile e messaggistica audio-video uno dei punti di forza di WhatsApp,oltre la crittografia end-to-end  inclusa nelle release più recenti dell’app. Alla luce dell’interazioni con Facebook l’app è ormai diventata  una’importante “fonte” dati personali e visti i procedimenti in atto per accertare se le aziende USA “costringano” o no a condividere informazioni e dati “riservati”. In relazione sia l’Antitrust Italiana sia la relativa componente Europea hanno attenzionato il fenomeno, (a ragione a mio avviso) preoccupandosi se gli utenti fossero o no adeguatamente protetti ed informati per il “baratto digitale” dati/app. Le chiamate “protette” e gratuite generano nuove implicazioni inerenti la riservatezza, aspetti forse sotto stimati da “normal users” ma che oggettivamente generano nuove modalità di comunicazione globale per tutti visto i costi di connettività e degli smartphone che si candidano  a “Much media” connesso ovunque con chiunque rete permettendo.

Vedremo gli sviluppi in riguardo, per una fenomenologia in continuo cambiamento.

Francesco Musumeci

 

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Sky Go Plus app e non solo

Posted by: | Posted on: October 21, 2016

SkyGoPlus

Sky arricchisce la propria offerta commerciale any/everywhere con Sky Go Plus, l’app che abilita gli abbonati Sky alla visione on/off line di contenuti. Sky Go Plus si pone parallelamente al My Sky offrendo funzionalità di Pause, Restart e Replay con tutte le limitazioni relative alla dimensione dello schermo di visione esistenti su device portatili. Il numero di dispositivi da abilitare all’uso di Sky Go Plus è esattamente il doppio dell’offerta Sky Go, passando quindi da due a quattro, incrementando così le potenzialità di visione dell’offerta della piattaforma Sky ormai ibridizzata per ciò che concerne la diffusione.
Sky Go Plus è disponibile gratuitamente per i clienti Sky Multivision, mentre per tutti gli altri il costo da sostenere è di 5 euro al mese. Disponibili promozioni per gli abbonati Sky da più di un anno e con Sky Cinema incluso nel pacchetto di riferimento. Disponibile oltre che su personal computer  per dispositivi iOS Windows e android, Sky fornisce l’elenco degli apparati portatili compatibili. La visione quindi ora sarà possibile anche off line,Sky prova ad eliminare le limitazioni di banda disponibile seppur con limitatamente ad eventi non dal vivo ovviamente e per il momento solo per pc e tablet. I contenuti disponibili ovviamente si riferiscono all’abbonamento sottoscritto, sport, cinema etc. Vedremo l’ulteriore spinta competitiva della piattaforma di Murdoch a quali risultati porterà in una competizione a cui partecipano altri attori come Netflix ed Infinity; personalmente ho dei dubbi per la diffusione di Sky Go Plus riferito al costo che un utente deve sostenere in un contesto pervaso da contenuti digitali on line.

 

Francesco Musumeci

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La “digital”Rai a Rio 2016

Posted by: | Posted on: August 25, 2016

rio2016

Dall’edizione delle olimpiai di Roma del 1960 ad oggi di strada la Rai ne ha percorsa. Solo dal 1962 abilitata a trasmettere via satellite nel 2016 la Rai  ha raccontato i Giochi Olimpici di Rio con oltre 1000 ore di trasmissione su tre canali DTT/TVSat (Rai2 Raisport1 e Raisport2 fruibili anche in HD) sia live sia registrati, ma la grande rivoluzione trasmissivi/fruitiva  “any/everywhere” si è concretizzata attraverso la rete (streaming etc,) è quello a mio parere che ha permesso a tutti gli spettatori connessi di godersi le olimpiadi di tutte le nazioni partecipanti. In passato non è stato possibile tutto ciò in quanto le restrizioni dei canali comunicativi limitavano i contenuti sportivi ad eventi nazionali trascurando sfide di alto valore e livello mondiale.I social sono stati largamente usati per tutti gli eventi di Rio benché il fuso orario non fosse a favore delle audience del continente Europeo. Lo sforzo della Rai è stato notevole offrendo qualità e quantità garantendo un prodotto fruibile nell’arco delle 24 ore di tutti gli eventi. Lo split degli aventi tra DTT e piattaforme web ha consentito e determinato la prima vera e propria socio-digital olimpiade della storia televisiva italiana, di un evento che ha superato i 3,6 mld di spettatori tv a livello mondiale (fonte CIO).I picchi di ascolto sono stati la finale di pallanuoto 3/4 posto con (27,89% di share) e la finale1/2  posto del volley seguita da 3.516.000 spettatori ( 29,11% di share).Una nuova modalità di fruizione come detto come al solito ostacolata da costi e carenza di connessione visto il periodo estivo dove la gente non sempre ha la possibilità per i motivi su enunciati di “visionare” eventi seppur di carattere mondiale ed a cadenza quadriennale. Non resta che attendere Tokyo 2020  olimpiadi targate  5G, con le connessione mobile internet ad altissima velocità, che consentirà streaming qualitativi ed in alta definizione.

Francesco Musumeci

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Nuove tendenze di fruizione musicale audio/video by “US”

Posted by: | Posted on: July 8, 2016

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Il rapporto della società BuzzAngle Music relativo alla prima metà dell’anno 2016 mette in risalto il consolidamento di fruizione di musica in streaming audio ed una crescita “frenata” del video music (YouTube,VEVO,Daily Motion etc.).La società ha registrato oltre 114 miliardi di stream audio (Spotify, Apple, etc.) numeri in rialzo rispetto al semestre del 2015 circa il doppio;sono 95 miliardi invece gli “stream video” anch’essi in aumento +23% rispetto al 2015.Il report evidenzia come le vendite “audio” di artisti come Drake e Beyoncè siano ad i vertici così come i generi musicali Hip pop POP R&B siano posizionati nelle top rank americane. Nuovo “rigurgito” del vinile e picchi di vendita per gli artisti di “massa” scomparsi nel 2016(Prince,D.Bowie etc.),che innescano meccanismi pseudo “feticisti”.

Il report evidenzia le scelte di consumo e fruizione di utenza americana in un contesto diverso sia sociale che tecnico che vige in Europa,dove ancora la richiesta di banda disponibile è alta e la fruizione off line predomina.

F.M.

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L’ONU riafferma l’accesso ad internet come diritto umano.

Posted by: | Posted on: July 6, 2016
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Il 27 Giugno 2016 l’assemblea generale dell’ONU ribadisce e conferma che l’uso di internet è diritto umano inalienabile;  questo è il punto chiave di quanto enunciato nel documento rilasciato dall’ONU “The promotion, protection and enjoyment of human rights on the Internet, .

Questo il passo fondamentale dello scritto: “Affirms that the same rights that people have offline must also be protected online”, in particular freedom of expression, which is applicable regardless of frontiers and through any media of one’s choice, in accordance with articles 19 of the Universal Declaration of Human Rights and the International Covenant on Civil and Political Rights”.Sottoscritto da molte nazioni Italia compresa conferma la dualità dell’essere umano nella società attuale,organizzata democraticamente e consolidata attraverso la garanzia dei diritti civili planetari.Viene ribadito quanto la diffusione e la conoscenza delle informazioni attraverso  l’interconnessioni del globo  accelerino il progresso umano,tutelandone la privacy fattore molto sentito in ambito diritti umani. Lotta al digital divide e alle barriere tecno/economiche che permangono anche in stati democraticamente “evoluti”. Sottolineata inoltre l’importanza degli studi di information technology ed affermato il diritto di interoperabilità dei servizi e contenuti di rete tra stati.In concreto un documento che riafferma quanto internet sia una delle forme universali e libere a disposizione dell’umanità,un’espressione nobile che alcuni stati non intendono attuare nei loro contesti di “controllo”. In parallelo la Relazione annuale 2016 sull’attività svolta e sui programmi di lavoro di AGCOM mostra ancora il ritardo dello sttivale nella disponibilità di banda veloce per l’utenza. Il 28 per cento degli italiani non ha mai fruito di Internet occupando il 25° posto ranking della  “Digital Economy and Society”. In un contesto di rete sbilanciato nel rapporto fruizione/disponibilità banda gli attori in campo (pseudo oligopolio) tendono a non investire ed a mantenere le posizioni di massimo profitto con minimo sforzo. L’Enel entrerà in campo a breve,non resta che aspettare uno scenario diverso da anni annunciato ma ad oggi non realizzato.

Francesco Musumeci

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SMARTPHONE LG STYLUS DAB+

Posted by: | Posted on: April 7, 2016

lg

LG STYLUS DAB+ sarà il primo smartphone ad essere equipaggiato con la radio DAB (Digital Audio Broadcasting*)LG Electronics annuncia il lancio  del suo  smartphone Stylus DAB+ device durante il Radiodays Europe 2016, una delle maggiori conferenze del mondo radio conference, a Parigi. Il lancio è previsto entro l’anno in Australia, per poi raggiungere i consumers mondiali. La tecnologia  DAB+ raggiunge 50 millioni di utenti in 40 paesi del mondo.Il device sviluppato da LG in concorso con The International DMB Advancement Group (IDAG), un organizzazione con sede all’Aja che offre servici tecnici mediali. Inoltre la Peak industry body Commercial Radio Australia, membro fondatore di IDAG, è stata parte determinante per la creazione dello smartphone. LG con lo Stylus diviene il primo brand ad integrare ormai “l’ubiquo” media con la radio digitale,aprendo in concreto relativamente alle app., nuove opportunità di sviluppo per i  broadcaster.   Gino Casha, General Main Manager di Mobile Communications Australia ha sottolineato le nuove opportunità di fruizione gratuita, senza consumo di banda e bites in formato digitale di contenuti audio, per utenti connessi sensibili a nuove funzionalità mediali.Le “non” eccezionali caratteristiche hardware fanno ipotizzare un prezzo “accessibile” per un brand che subisce la doppia egemonia di mercato da parte di Samsung e Apple.

*DAB: Digital Audio Broadcasting, standard Eureka 147 che permette la trasmissione via etere di contenuti audio digitali.

         Specifiche tecniche:

  • Display: 5.7-inch HD In-Cell Touch (1280 x 720)
  • Chipset: 1.2GHz Quad-Core
  • Camera: Rear 13MP / Front 8MP
  • Memory: 2GB LPDDR3 RAM / 16GB ROM / MicroSD
  • Battery: 3,000mAh (removable)
  • S. : Android 6.0 Marshmallow
  • Radio:DAB+
  • Size: 155 x 79.6 x 7.4mm
  • Weight: 145g
  • Network: LTE / HSPA+ / GSM
  • Connectivity: Wi-Fi 802.11 b, g, n / Bluetooth 4.1 / USB 2.0
  • Colours: Titan / White / Brown

 Francesco M.

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Apple VS Giustizia USA

Posted by: | Posted on: March 8, 2016

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Tim Cook, Apple CEO: “Il governo sta chiedendo ad Apple di “hackerare  n.d.r. (realizzare un aggiornamento di iOS che permetta di forzare la protezione senza attivare la funzione il sistema che cancella tutti i dati dopo il decimo tentativo sbagliato nell’inserimento del Pin).  i nostri stessi utenti e compromettere decenni di progressi nella protezione della sicurezza dei clienti –,comprese decine di milioni di statunitensi  dagli attacchi da parte di hacker e criminali informatici. Gli stessi sviluppatori che hanno costruito un forte sistema per criptare gli iPhone per proteggere gli utenti sarebbero, ironicamente, costretti a indebolire quelle protezioni e a rendere i nostri utenti meno sicuri.”

L’Fbi vuole consultare i dati del telefono Iphone di uno degli attentatori di San Bernardino (California 2/12/2005) e trattandosi di una richiesta senza precedenti e contro i suoi clienti, Apple nella persona di Cock ha deciso di non ottemperare la richiesta dell’FBI e opponendosi (per il momento) all’ordinanza del giudice. Dalla rilascio di iOS 8, Apple ha eliminato le chiavi “crittografiche” che potevano essere usate potenzialmente per decrittare i contenuti di un iPhone. Questa soluzione,  ha escluso la stessa azienda dall’accesso ad i contenuti, determinata a  seguito allo scandalo legato alla sorveglianza di massa delle comunicazioni voce dati della US National Security Agency (NSA), e diventate di dominio pubblico grazie alle rivelazioni di Edward Snowden,tuttora “ospitato” per tre anni in Russia.

L’ordinanza cui Apple a cui si è opposta richiede un di iOS  ad hoc per ovviare ad i blocchi di accesso e fruizione di contenuti, ad oggi non “possibile”. Apple si è rifiutata di cambiare il sistema in modo da permettere all’FBI di fare di prove di accesso senza compromettere i dati, ed evitare la cancellazione dei files prevista dopo i tentativi falliti . Le rilevazioni sulle attività della NSA, Major come Microsoft Google, Facebook,Yahoo hanno determinato una maggiore attenzione per la sicurezza dei dati in loro “possesso”, che sono privati e degli utenti. Apple mantiene standard di sicurezza molto alti, ed ha nel corso degli anni imposto il proprio brand come “bello e sicuro”, applicazioni a parte ovvio. Ora in un contesto legale e giudiziario come quello Statunitense la battaglia si fa avvincente, uno scontro opinione pubblica vs ragion di Stato, una delle contraddizioni che rischia di mettere in crisi quanto dichiarato dal Presidente Obama in termini di estensione delle regole della privacy a tutti i cittadini “amici” degli States.

Apple reputa troppo invasivo e pretestuoso il “modus operandi” dell’FBI, mentre il giudice che ha disposto il provvedimento non ha tenuto conto delle conseguenze tecniche e deterministiche in caso di una sua applicazione.

In gioco entrano i diritti civili e la privacy, come non citare lo “scandalo” di Hacking Team? Tim Cook, ha  dichiarato di essere pronto a portare la questione avanti la Corte Suprema,difendendo il principio di “pertinenza”, che nelle richieste dell’FBI sarebbe ampiamente ignorato a scapito della sicurezza dell’utenza mondiale. 

L’approccio del legislatore americano è puramente  decentralizzato e declinato in vari contesti,dalla Corte Suprema al Giudice di Contea eletto da i propri cittadini, difficile al momento prevedere una chiara soluzione. Microsoft da competitor si è schierata totalmente dalla parte “Statale”.

Partita entrata nella fase cruciale, in gioco interessi economici strategie di marketing tutela della privacy, non poco direi.

 

Francesco Musumeci

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