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Nuove tendenze di fruizione musicale audio/video by “US”

Posted by: | Posted on: July 8, 2016

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Il rapporto della società BuzzAngle Music relativo alla prima metà dell’anno 2016 mette in risalto il consolidamento di fruizione di musica in streaming audio ed una crescita “frenata” del video music (YouTube,VEVO,Daily Motion etc.).La società ha registrato oltre 114 miliardi di stream audio (Spotify, Apple, etc.) numeri in rialzo rispetto al semestre del 2015 circa il doppio;sono 95 miliardi invece gli “stream video” anch’essi in aumento +23% rispetto al 2015.Il report evidenzia come le vendite “audio” di artisti come Drake e Beyoncè siano ad i vertici così come i generi musicali Hip pop POP R&B siano posizionati nelle top rank americane. Nuovo “rigurgito” del vinile e picchi di vendita per gli artisti di “massa” scomparsi nel 2016(Prince,D.Bowie etc.),che innescano meccanismi pseudo “feticisti”.

Il report evidenzia le scelte di consumo e fruizione di utenza americana in un contesto diverso sia sociale che tecnico che vige in Europa,dove ancora la richiesta di banda disponibile è alta e la fruizione off line predomina.

F.M.


L’ONU riafferma l’accesso ad internet come diritto umano.

Posted by: | Posted on: July 6, 2016

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Il 27 Giugno 2016 l’assemblea generale dell’ONU ribadisce e conferma che l’uso di internet è diritto umano inalienabile;  questo è il punto chiave di quanto enunciato nel documento rilasciato dall’ONU “The promotion, protection and enjoyment of human rights on the Internet, .

Questo il passo fondamentale dello scritto: “Affirms that the same rights that people have offline must also be protected online”, in particular freedom of expression, which is applicable regardless of frontiers and through any media of one’s choice, in accordance with articles 19 of the Universal Declaration of Human Rights and the International Covenant on Civil and Political Rights”.Sottoscritto da molte nazioni Italia compresa conferma la dualità dell’essere umano nella società attuale,organizzata democraticamente e consolidata attraverso la garanzia dei diritti civili planetari.Viene ribadito quanto la diffusione e la conoscenza delle informazioni attraverso  l’interconnessioni del globo  accelerino il progresso umano,tutelandone la privacy fattore molto sentito in ambito diritti umani. Lotta al digital divide e alle barriere tecno/economiche che permangono anche in stati democraticamente “evoluti”. Sottolineata inoltre l’importanza degli studi di information technology ed affermato il diritto di interoperabilità dei servizi e contenuti di rete tra stati.In concreto un documento che riafferma quanto internet sia una delle forme universali e libere a disposizione dell’umanità,un’espressione nobile che alcuni stati non intendono attuare nei loro contesti di “controllo”. In parallelo la Relazione annuale 2016 sull’attività svolta e sui programmi di lavoro di AGCOM mostra ancora il ritardo dello sttivale nella disponibilità di banda veloce per l’utenza. Il 28 per cento degli italiani non ha mai fruito di Internet occupando il 25° posto ranking della  “Digital Economy and Society”. In un contesto di rete sbilanciato nel rapporto fruizione/disponibilità banda gli attori in campo (pseudo oligopolio) tendono a non investire ed a mantenere le posizioni di massimo profitto con minimo sforzo. L’Enel entrerà in campo a breve,non resta che aspettare uno scenario diverso da anni annunciato ma ad oggi non realizzato.

Francesco Musumeci


SMARTPHONE LG STYLUS DAB+

Posted by: | Posted on: April 7, 2016

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LG STYLUS DAB+ sarà il primo smartphone ad essere equipaggiato con la radio DAB (Digital Audio Broadcasting*)LG Electronics annuncia il lancio  del suo  smartphone Stylus DAB+ device durante il Radiodays Europe 2016, una delle maggiori conferenze del mondo radio conference, a Parigi. Il lancio è previsto entro l’anno in Australia, per poi raggiungere i consumers mondiali. La tecnologia  DAB+ raggiunge 50 millioni di utenti in 40 paesi del mondo.Il device sviluppato da LG in concorso con The International DMB Advancement Group (IDAG), un organizzazione con sede all’Aja che offre servici tecnici mediali. Inoltre la Peak industry body Commercial Radio Australia, membro fondatore di IDAG, è stata parte determinante per la creazione dello smartphone. LG con lo Stylus diviene il primo brand ad integrare ormai “l’ubiquo” media con la radio digitale,aprendo in concreto relativamente alle app., nuove opportunità di sviluppo per i  broadcaster.   Gino Casha, General Main Manager di Mobile Communications Australia ha sottolineato le nuove opportunità di fruizione gratuita, senza consumo di banda e bites in formato digitale di contenuti audio, per utenti connessi sensibili a nuove funzionalità mediali.Le “non” eccezionali caratteristiche hardware fanno ipotizzare un prezzo “accessibile” per un brand che subisce la doppia egemonia di mercato da parte di Samsung e Apple.

*DAB: Digital Audio Broadcasting, standard Eureka 147 che permette la trasmissione via etere di contenuti audio digitali.

         Specifiche tecniche:

  • Display: 5.7-inch HD In-Cell Touch (1280 x 720)
  • Chipset: 1.2GHz Quad-Core
  • Camera: Rear 13MP / Front 8MP
  • Memory: 2GB LPDDR3 RAM / 16GB ROM / MicroSD
  • Battery: 3,000mAh (removable)
  • S. : Android 6.0 Marshmallow
  • Radio:DAB+
  • Size: 155 x 79.6 x 7.4mm
  • Weight: 145g
  • Network: LTE / HSPA+ / GSM
  • Connectivity: Wi-Fi 802.11 b, g, n / Bluetooth 4.1 / USB 2.0
  • Colours: Titan / White / Brown

 Francesco M.


Apple VS Giustizia USA

Posted by: | Posted on: March 8, 2016

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Tim Cook, Apple CEO: “Il governo sta chiedendo ad Apple di “hackerare  n.d.r. (realizzare un aggiornamento di iOS che permetta di forzare la protezione senza attivare la funzione il sistema che cancella tutti i dati dopo il decimo tentativo sbagliato nell’inserimento del Pin).  i nostri stessi utenti e compromettere decenni di progressi nella protezione della sicurezza dei clienti –,comprese decine di milioni di statunitensi  dagli attacchi da parte di hacker e criminali informatici. Gli stessi sviluppatori che hanno costruito un forte sistema per criptare gli iPhone per proteggere gli utenti sarebbero, ironicamente, costretti a indebolire quelle protezioni e a rendere i nostri utenti meno sicuri.”

L’Fbi vuole consultare i dati del telefono Iphone di uno degli attentatori di San Bernardino (California 2/12/2005) e trattandosi di una richiesta senza precedenti e contro i suoi clienti, Apple nella persona di Cock ha deciso di non ottemperare la richiesta dell’FBI e opponendosi (per il momento) all’ordinanza del giudice. Dalla rilascio di iOS 8, Apple ha eliminato le chiavi “crittografiche” che potevano essere usate potenzialmente per decrittare i contenuti di un iPhone. Questa soluzione,  ha escluso la stessa azienda dall’accesso ad i contenuti, determinata a  seguito allo scandalo legato alla sorveglianza di massa delle comunicazioni voce dati della US National Security Agency (NSA), e diventate di dominio pubblico grazie alle rivelazioni di Edward Snowden,tuttora “ospitato” per tre anni in Russia.

L’ordinanza cui Apple a cui si è opposta richiede un di iOS  ad hoc per ovviare ad i blocchi di accesso e fruizione di contenuti, ad oggi non “possibile”. Apple si è rifiutata di cambiare il sistema in modo da permettere all’FBI di fare di prove di accesso senza compromettere i dati, ed evitare la cancellazione dei files prevista dopo i tentativi falliti . Le rilevazioni sulle attività della NSA, Major come Microsoft Google, Facebook,Yahoo hanno determinato una maggiore attenzione per la sicurezza dei dati in loro “possesso”, che sono privati e degli utenti. Apple mantiene standard di sicurezza molto alti, ed ha nel corso degli anni imposto il proprio brand come “bello e sicuro”, applicazioni a parte ovvio. Ora in un contesto legale e giudiziario come quello Statunitense la battaglia si fa avvincente, uno scontro opinione pubblica vs ragion di Stato, una delle contraddizioni che rischia di mettere in crisi quanto dichiarato dal Presidente Obama in termini di estensione delle regole della privacy a tutti i cittadini “amici” degli States.

Apple reputa troppo invasivo e pretestuoso il “modus operandi” dell’FBI, mentre il giudice che ha disposto il provvedimento non ha tenuto conto delle conseguenze tecniche e deterministiche in caso di una sua applicazione.

In gioco entrano i diritti civili e la privacy, come non citare lo “scandalo” di Hacking Team? Tim Cook, ha  dichiarato di essere pronto a portare la questione avanti la Corte Suprema,difendendo il principio di “pertinenza”, che nelle richieste dell’FBI sarebbe ampiamente ignorato a scapito della sicurezza dell’utenza mondiale. 

L’approccio del legislatore americano è puramente  decentralizzato e declinato in vari contesti,dalla Corte Suprema al Giudice di Contea eletto da i propri cittadini, difficile al momento prevedere una chiara soluzione. Microsoft da competitor si è schierata totalmente dalla parte “Statale”.

Partita entrata nella fase cruciale, in gioco interessi economici strategie di marketing tutela della privacy, non poco direi.

 

Francesco Musumeci


Chromecast HDMI Key ver.2

Posted by: | Posted on: January 7, 2016

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Chromecast è un dispositivo di streaming multimediale che si collega alla porta HDMI della TV ed utilizza il tuo dispositivo mobile per trasmettere contenuti audio video  alla TV di casa. Ovviamente è necessario essere connessi all’hot spot wireless  internet di rete di casa.  Chromecast è compatibile con iPhone  iPad Apple,smartphone e tablet Android, computers MS Windows,Apple  Mac e Chromebook.Con lo smartphone è possibile gestire i contenuti fruibili inviandoli alla  la TV da qualsiasi stanza di casa tua. Si può tranquillamente usare lo smartphone  normalmente, fruendo il tutto in contemporanea. Chromecast riproduce i contenuti in streaming  in video HD (1080p) con audio surround. Il device usa  la connessione di  rete Wi-Fi a 2,4/5 GHz garantendo  la  trasmissione veloce dei contenuti multimediali. Inoltre è possibile visualizzare tutti i siti web attraverso  il browser Chrome, e inoltre  molto interessante a mio avviso l’utilizzo della modalità ospite,dando così la possibilità ad amici di trasmettere alla TV i contenuti dei loro smartphone, senza connettersi alla rete Wi-Fi. Chromecast è compatibile con sempre più applicazioni,come youtube,netflix,dailymotion,Vevo e molte altre. (chromecast.com/apps,Skygo e  Mediaset premium “ufficialmente” non sono visualizzabili su TV ).Nel complesso trattasi della seconda versione del  device di Google che in pratica ha esteso il personal media per eccellenza quale lo smartphone ormai largamente entrato nelle pratiche di “bisogno” dell’individuo 3.0. Ad un costo contenuto (39 Euro),si hanno infinite opportunità di fruizione su big screen, incrementando le prestazioni hardware e aumentando le modalità di fruizione every/any  where che la rete e il contesto digitale offre attualmente.

Francesco M.

 

Configurazione di Chromecast 2 HDMI Key NC2-6A5 :

versione da: Smartphone o tablet Android (Android 4.1 e versioni successive)

  1. Collega il dispositivo Chromecast. Cambia l’ingresso sulla TV finché vedi sullo schermo la scheda Configura. A tale scopo, utilizza il pulsante Ingresso, Sorgente o Menu. Probabilmente dovrai provare più ingressi prima di trovare quello giusto (ad esempio HDMI1, HDMI2 e così via).
  2. Installa l’app Chromecast nello smartphone: apri la pagina com/setup dal tuo dispositivo Android compatibile con Chromecast.
    In alternativa, fai clic per scaricare l’app Chromecastper Android.
  3. Avvia l’app per leggere Privacy e termini. – Accetto.
  4. -DISPOSITIVI e scegli il dispositivo Chromecast che desideri configurare. – Configura.
  5. – Configura.
  6. Assicurati che il codice sul dispositivo corrisponda al codice mostrato sullo schermo della TV. –Il codice è visualizzato.
  7. Modifica il nome del tuo dispositivo Chromecast eliminando il nome corrente e digitandone uno nuovo. Nota. La modalità ospite e l’opzione Invia a Google i dati di utilizzo e i rapporti sugli arresti anomali relativi a Chromecast sono attive per impostazione predefinita. Se desideri disattivarle, tocca i segni di spunta accanto alle opzioni. –imposta nome.
  8. Scegli la rete Wi-Fi a cui desideri collegare il dispositivo Chromecast. Inserisci la password. – imposta rete.
  9. Se il Chromecast ha bisogno di un aggiornamento, si aggiornerà automaticamente in questa occasione e ti notificherà quando l’aggiornamento è completato. Una volta completato l’aggiornamento, sei pronto per trasmettere. – sfoglia le tue app Google Cast.

(fonte:https://support.google.com/chromecast/answer/2998456?hl=it&sa=D&usg=AFQjCNGNoC3zRLGSb1qQTyxwK-lex23CZg)

Collegamento: Chromecast si collega a qualsiasi porta HDMI della tua TV e utilizza la rete Wi-Fi per riprodurre in streaming contenuti video di Internet sulla TV. Chromecast è impostato tramite i dispositivi presenti sulla stessa rete Wi-Fi, ad esempio smartphone, tablet o computer ed è alimentato mediante il cavo USB. Fornito alimentatore e cavo usb,in alternativa si può utilizzare la porta USB della TV se presente.

 


Netflix, partita la nuova sfida.

Posted by: | Posted on: November 2, 2015

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Il servizio disponibile anche in Italia, Netflix diventà realtà.
La Net tv è sempre più una realtà, malgrado i ritardi dell’infrastruttura di rete del contesto italiano, che come precedentemente scritto è sbilanciato tra ampia offerta di servizio e scarsa disponibilità di banda ( dal sito Netflix: la velocità di connessione minima necessaria per la visione a definizione standard è 0,5 Mbps; tuttavia raccomandiamo una connessione più veloce per una migliore qualità video. La disponibilità dei formati HD e Ultra HD dipende dal servizio Internet di cui ti avvali e dalle caratteristiche del dispositivo utilizzato. Non tutti i contenuti sono disponibili in HD o Ultra HD e non tutti i piani di abbonamento consentono di ricevere contenuti in HD o Ultra HD. Si raccomanda una velocità di download di almeno 5,0 Mbps per stream per ricevere contenuti HD (risoluzione 720p o superiore). Si raccomanda una velocità di download di almeno 25,0 Mbps per stream per ricevere contenuti in Ultra HD (risoluzione superiore a 1080p).Il modello di business di Netflix sembra non dare grande rilevanza al gap offerta/fruizione, prevedendo la crescita di utenza graduale come quella di larghezza di banda disponibile. Al momento Netflix ha uno sbilanciamento diffusivo enorme a livello globale, negli States conta milioni di abbonati (43.000.000 circa) laddove il cavo è da tempo consolidato sia per la rete sia per la tv,mentre il contesto Europeo e nello specifico Italiano presenta problematiche e dinamiche di fruizione eterogenee. Film, serie tv e documentari come starting point, poi sport news e esclusive, tutto improntato ad acquisire una clientela con prezzi low cost ( costo per mese a seconda dei pacchetti scelti: 7,99-9,99-11,99),una sfida molto difficile in un contesto consolidato dove Rai SKy e Mediaset la fanno da padroni, e dove altri concorrenti impegnati da tempo (Telecom) non sembrano aver raggiunto risultati importanti. L’abbonamento si può disdire in qualsiasi momento e Netflix fornisce dettagliatamente la lista dei devices compatibili per la ricezione dei contenuti. Altro elemento importante sarà la contemporaneità della trasmissione dei film tra sale e streaming, quindi sempre più offerta premium ed esclusiva. Netflix pur non portando novità di contenuti, si propone come prima vera piattaforma di “esclusiva”, vedremo la risposta ed i risultati di un tentativo che come altri prova a demolire le modalità consolidate del vecchio “focolare domestico”.

 

Francesco Musumeci


Mediaset : perdita di ascolti dopo l’uscita dal bouquet SKY.

Posted by: | Posted on: September 30, 2015

 

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L’8 settembre Canale5, Italia1 e Rete4  tutte reti Mediaset hanno lasciato il bouquet dei canali SAT di Sky,uscendo in pratica dalle “3 cifre del telecomando SKY” (104-105-106). Decisione sbagliata a mio avviso di Mediaset. Gli ascolti di questi tre canali nel periodo 8-25 settembre 2014, confrontati con quello dello stesso periodo del 2015 mostrano (fonte TV blog) sembrano confermare la cattiva decisione presa da Mediaset.Dove si sono spostate le audience allora? I dati sembrerebbero indicare una “fuga” verso i canali delle reti Rai che hanno aumentato gli ascolti nello stesso periodo analizzato di 1,5% circa, quindi sembrerebbe una facile deduzione, ma le audience non sono entità ben definite,  ma fluide e inclini a logiche dinamiche specialmente le “nuove” digitali,che adottano pratiche di fruizione multi screen.Sky non sembra risentire del calo di ascolti, e dopo aver prontamente rimpiazzato i canali SAT 104 105 106,attraverso la USB Digital DVB Key ha fatto in modo di far tenere  agli abbonati della piattaforma di Murdoch il proprio telecomando per lo zapping.

Gli scenari potrebbero delineare ripensamenti da parte della gestione strategica Mediaset, che dipende in toto da logiche commerciali legate a share ed ascolti, ed un ritorno su SKY, qualora lo permettesse non è da escludersi a priori.

FM


MEDIASET “oscura” i programmi SAT

Posted by: | Posted on: August 25, 2015

 

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Mediaset dal 7 settembre scompare dalle trasmissioni SAT in chiaro. Gli abbonati Sky con Digital Key dovranno solo aumentare le digitazioni del telecomando, per gli utenti “free to air” oltre il web rimane solo l’onere a loro carico ovvio, di acquistare un decoder (con smart card) TVSAT, qualora vogliano continuare a fruire di contenuti MEDIASET, che si accorge con anni di ritardo e dopo varie “guerre” commerciali con SKY IT, di doversi adeguare alle normative di Copyright.

Di seguito il comunicato (http://www.programmisat.it/)

“Il segnale satellitare emesso da Mediaset è protetto dalle leggi sul diritto d’autore. Poiché Mediaset è un network commerciale e per le sue trasmissioni free affronta notevoli costi e investimenti senza chiedere nulla al pubblico dei telespettatori, non può consentire che altri operatori continuino a utilizzare tale segnale senza pagare nulla. Mediaset ha provato quindi a raggiungere accordi, ma questo non è stato possibile.In ogni caso, anche dal 7 settembre quando il segnale sarà criptato integralmente, se segui i canali Mediaset via satellite potrai continuare a usufruire gratuitamente della programmazione di Canale 5, Italia 1 e Retequattro sulla piattaforma TivùSat. Con un vantaggio: potrai anche vedere altri cinque canali tematici gratuiti trasmessi da Mediaset sul digitale terrestre (Iris, La5, Top Crime, Italia2, Extra) e attualmente non disponibili sulla pay tv satellitare.La smart card per accedere al servizio è compresa nell’offerta gratuita TivùSat.Oltre 2 milioni di famiglie usano Tivùsat e vedono perfettamente via satellite oltre 60 canali gratuiti. In conclusione: dal 7 settembre potrai vedere via satellite non più tre ma otto canali Mediaset in versione integrale e senza alcun oscuramento solo con TivùSat. Gratuitamente.” A mio giudizio è una scelta sbagliata da parte di MEDIASET, che basa i suoi introiti esclusivamente dalla pubblicità degli inserzionisti, che a sua volta è venduta su dat di ascolto (audience,share etc.).Quindi è inevitabile la caduta di ascolti per le reti MEDIASET, che accetta il rischio e suggerisce di acquisire un nuovo device per continuare a ricevere il segnale SAT. Sky dal canto suo da tempo ha trovato attraverso la “digital USB Key” l’escamotage di non far mollare il proprio telecomando abilitato a contenuti tv digitali terrestri e SAT.

Non rimane che attendere la rilevazioni degli ascolti dopo la data del 7 settembre per avere un quadro chiaro nel breve, vedremo quale determinismo prevarrà e le contromisure conseguenti.

 

Francesco Musumeci

 


Carta dei diritti di Internet,forse ci siamo.

Posted by: | Posted on: July 27, 2015

cartadeidiritti

La Carta dei diritti di Internet, progetto che ha nel il Prof. S. Rodotà valente sostenitore con altri membri delle commissioni parlamentari che ci hanno “lavorato” vede il suo traguardo. Per il 28 luglio 2015 è prevista l’approvazione del testo, risultato di proposte dialettiche e integrazioni frutto di audizioni e della consultazione pubblica durato oltre un anno. L’insieme di principi cardine che mirano a garantire i diritti degli “internauti” appare come una garanzia per chi ormai vive una vita “connessa”, determinata da fruizioni informative, tecniche, sociali e professionali. Il testo iniziale non sarebbe stato stravolto nel corso del suo iter, anche se alcuni aspetti sono da verificare nell’atto pratico. La Carta i diritti della persona relativamente ad accesso, privacy, educazione ed informazione devono essere garantiti, affermando quindi  il diritto all’accesso come diritto fondamentale, garantendone privacy e definendo con esattezza i rapporti tra fruitori ed erogatori dei servizi, come provider e fornitori di servizi di rete. Il Prof. Rodotà in riguardo:  “la carta non ripete ma integra i principi delle carte generaliste sui diritti, dell’Onu e della UE e individua quelli che sono i diritti propri della dimensione della rete dall’accesso incondizionato  in discussione al Senato , all’inviolabilità del domicilio informatico. Ma quello che mi pare importante continua Rodotà , è che la carta chiarisce l’accettazione delle tecnologia e ma la lega alla necessità di far avanzare con essa i diritti collegati a questa evoluzione: la filosofia della carta è esattamente l’opposto del Jobs act che nei suoi decreti attuativi usa l’evoluzione tecnologica per ridurre i diritti. E tuttavia, opponendosi alla subalternità dei diritti verso interessi economici e securitari, la Carta non trascura la dinamiche di mercato volendo sostenere la capacità generative della rete e salvaguarda la possibilità di nuovi soggetti economici di creare ed innovare.” L’idea di una carta dei diritti di Internet parte “ufficialmente” nel 2005 su impulso del primo summit di Ginevra 2012 (Document WSIS-05/TUNIS/DOC/9(Rev.1)-E 15 February 2006 CHAPTER 1 pg.1 TUNIS COMMITMENT 1. We, the representatives of the peoples of the world, have gathered in Tunis from 16-18 November 2005 for this second phase of the World Summit on the Information Society (WSIS) to reiterate our unequivocal support for the Geneva Declaration of Principles and Plan of Action adopted at the first phase of the World Summit on the Information Society in Geneva in December 2003).  e fu proposta al mondo nel World Summit a Tunisi (https://www.itu.int/wsis/tunis/,con il decisivo l’apporto dei componenti italiani già riuniti nella “Casa Italia di Tunisi”) on Information Society organizzato  dall’Onu per definire i “Millenium goals”, legando valori universali come pace, democrazia e sviluppo all’accesso alle nuove tecnologie dell’informazione ormai parte fondamentale di Internet. Si istituì sull’onda determinista “L’ Internet Governance Forum mondiale (IGF)” per rendere la rete fruibile a tutti. La “carta di Tunisi” ha finora influenzato molti governi nel comporre le “regole d’uso” di Internet ,sulla base di idee e diritti condivisi come protezione della persona, hate speech,stalking online, cyberbullismo, , difesa da malware, attacchi terroristici, e tutto quello riconducibile ad attività illecita.La Carta dei Diritti. Mira ad affermare principi base, come diritti dell’uomoalla base delle democrazie esistenti. Il percorso della Carta, una volta approvata, impegnando l’organo esecutivo italiano ad enunciarla come modello di riferimento in contesti nazionali ed  internazionali. La carta dei diritti italiani vede in  Tim Berners Lee, (l’inventore del WWW),un forte sostenitore,non poco direi.

Francesco M.


Roaming in Europa,forse la svolta.

Posted by: | Posted on: June 30, 2015

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L’Unione europea a Brussel trovando l’accordo su  un’intesa condivisa determina la fine del roaming, (http://ec.europa.eu/priorities/digital-single-market/index_en.htm) il sovra costo addebitato quando si fa traffico dati o voce in un Paese diverso dal proprio e o da altro operatore nel contesto nazionale, dal 15 giugno del 2017,data fissata da i membri Europei. Originariamente la fine del roaming era stata fissata per il 2018,e appariva come un rimandare in attesa di trovare nuovi “espedienti” di revenue per gli operatori di settore.

Il roaming così come per il concetto di neutralità di internet sembra volgere verso la tutela “minima” dei consumatori, come asserito dal vicepresidente della Commissione Ue per il mercato unico digitale Andrus Ansip,(http://ec.europa.eu/commission/2014-2019/ansip_en).L’intesa raggiunta nella notte sull’abolizione del roaming cost e la garanzia d’accesso aperto a internet basi essenziali per utenza digitale europea, richiesta ormai da tempo da il popolo europeo che con la modalità “fly low cost” è divenuto più fluido rispetto ad un tempo.

L’intesa, raggiunta dopo un anno e mezzo di negoziati ,prevede una clausola di tipo etico, del roaming per prevenire eventuali usi non leciti all’estero della propria utenza proprio numero per ragioni  distinguibile dal solo viaggiare. In questo caso verranno introdotte clausole di salvaguardia che consentiranno agli operatori di recuperare i costi. L’abolizione completa del roaming, dal 30 giugno 2017 quindi, preceduta da una prima riduzione dal 30 aprile 2016.

Attraverso l’intesa raggiunta gli operatori hanno l’obbligo di processare equamente il traffico internet, garantendo standard di velocità alta. Prevista una revisione delle regole Tlc nel 2016, a livello di garanzia di banda minima garantita.

Aspettiamo l’attuazione di tale misure e il rispetto delle tempistiche, che sembrano tutelare un poco di più l’utenza Europea che deve confrontarsi con logiche di profitto estremo da parte degli operatori dati fonia.

Francesco M.